Faq Orientamento

Cos'è l'orientamento?

L’orientamento consiste in uno o più incontri con un operatore specializzato, il quale è in grado di capire i tuoi fabbisogni formativi e professionali. Al termine del colloquio, l’operatore individuerà un percorso di inserimento personalizzato che sarà coerente con le tue caratteristiche personali, formative e professionali.

Cos' è l'orientamento di I livello?

Si tratta di un percorso di orientamento breve, della durata massima di 2 ore, nel corso del quale l’operatore compila la scheda anagrafico professionale del candidato, fornisce delle informazioni di massima sul mercato del lavoro locale, definisce il “profiling” del candidato (sulla base dell’età, il titolo di studio, l’anzianità di disoccupazione, il territorio di appartenenza), stipula il “Patto di Servizio” con il candidato individuando i servizi a cui lo stesso è interessato, eventualmente rimanda il candidato ad altri servizi o uffici. (nel caso di esigenze o problematiche specifiche)

Cos'è l'orientamento specialistico?

Si tratta di un percorso di orientamento più strutturato e lungo (comunque non superiore alle 8 ore), che può seguire o meno un percorso di orientamento di I livello. Esso consiste in un colloquio conoscitivo approfondito tra orientatore e candidato, finalizzato a:

  • Analizzare i bisogni specifici del giovane;
  • Formulare e definire gli obiettivi professionali;
  • Ricostruire la storia personale;
  • Elaborare e mettere in atto un progetto personalizzato.

Chi può frequentare un percorso di orientamento?

Chiunque voglia ricevere supporto nella definizione del proprio progetto di studi e di carriera​, con particolare riferimento a chi è fuori dal mercato del lavoro o non riesce ad entrarvi.

Chi eroga i percorsi di orientamento?

I percorsi di orientamento sono in genere erogati da:

  • Enti di formazione specializzati in orientamento,
  • Agenzie per il lavoro
  • Servizi per l’impiego pubblici

Quanto costa partecipare ad un percorso di orientamento?

In genere si tratta di percorsi gratuiti perchè finanziati da programmi regionali o ministeriali per l’inserimento o reiserimento lavorativo di target specifici (es: giovani, lavoratori in cassa integrazione o mobilità)

Faq Curriculum

Esiste un unico modello di curriculum vitae?

No, esistono diversi modelli di curriculum: quello cronologico, quello funzionale e quello misto. Indubbiamente il più utilizzato è quello cronologico (es. curriculum europeo) che elenca le esperienze professionali e la carriera scolastica, dalle tappe più recenti a quelle più remote.

Esiste un ordine obbligatorio da seguire nella stesura del curriculum?

No, l’oridine può essere variato, magari pèer mettere in risalto i punti di forza o le esperienze più siginificative del candidato. In generale è comunque meglio inserire le esperienze formative e professionali procedendo a ritroso. (dalle più recenti alle più vecchie)

Il modello di curriculum italiano è riconosciuto anche a livello internazionale?

No, se si cerca lavoro all’estero non è sufficiente tradurre il proprio curriculum italiano: ogni Paese ha le sue consuetudini, ed è bene accertarsi se esiste nel Paese di interesse un format di curriculum standard.

Si devono inserire nel curriculum tutti i corsi e tutte le esperienze avute?

No, bisogna inserire solo quelle funzionali a dimostrare di essere il candidato giusto per quel posto di lavoro per il quale ci si candida.

Nel curriculum si possono inserire interessi ed hobbies?

Nei Paesi Europei è consuetudine inserire tali informazioni per farsi conoscere meglio e per far comprendere il nesso tra la propria personalità e la funzione per la quale ci si candida. Invece se ci si candida per un lavoro ad es. negli Stati Uniti è bene non inserire interessi ed hobbies.

E' necessario specificare il proprio status familiare nel curriculum?

Sì, soprattutto per far comprendere i vincoli a spostamenti o trasferte.

Il curriculum va manoscritto o dattiloscritto?

Dattiloscritto

Nel curriculum vanno riportate referenze professionali?

Solo se richieste dall’azienda.

Quanto deve essere lungo un curriculum?

Non bisogna eccedere nella lunghezza, nè essere eccessivamente sintetici. Una buona lunghezza è in genere 2 pagine.

Il curriculum va variato in base alla posizione per la quale ci si candida?

Certo. Bisogna riportare di volta in volta solo le esperienze che possono essere utili a chi valuta per quella posizione specifica. (es.: inutile dire ad un’azienda informatica di aver fatto esperienza come animatore in villaggi turistici)

Ultima modifica: 2 marzo 2017 - 11:42

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