Il trattamento delle acque reflue è un processo fondamentale per limitare l’impatto sull’ambiente degli scarichi industriali e agricoli, preservando le falde acquifere dal rischio di contaminazione.

I metodi impiegati tutt’oggi per depurare le acque richiedono tecnologie molto costose. Una soluzione per depurare le acque reflue in maniera ecosostenibile, arriva dagli Stati Uniti  con la messa a punta di una nuova tecnica sviluppata dal team del professor Jianmin Wang, docente di Ingegneria Ambientale della Missouri University of Science and Technology.

Il trattamento delle acque reflue presenta molteplici vantaggi: minori consumi di energia, minore manutenzione e soprattutto viene fornita acqua pulita  rispetto a quella ricavata con i metodi tradizionali. Si pensi che negli Stati Uniti viene destinato lo 0.8% del consumo complessivo di energia al trattamento delle acque reflue, impiegando 2 milligrammi di ossigeno per litro.

La nuova tecnica invece, si basa invece su un impiego minore di ossigeno più basse, pari a 0,5 milligrammi per litro, poiché per il docente, i microrganismi vivono a lungo anche con meno ossigeno. Il metodo messo a punto da Wang comporta un risparmio energetico enorme. Il trattamento delle acque reflue, con una minore infusione di ossigeno, richiede infatti il 30% di energia in meno.

Ma gli studi dl professor Wang non si sono fermati, anzi, altri metodi di depurazione mostrano risultati ancora più promettenti. Grazie a una tecnica ribattezzata A3o l’ingegnere ambientale è infatti riuscito a rimuovere dalle acque reflue sia gli inquinanti organici che l’azoto e il fosforo, senza l’impiego di prodotti chimici e con un risparmio energetico conseguito rispetto alle tecniche tradizionali è del 10%. Lo stesso Wang ha poi messo a punto un digestore anaerobico che riesce a convertire i fanghi e altri rifiuti organici in biogas, migliorando ulteriormente l’efficienza dei processi e creando energia a basso costo..

Queste nuove tecniche dovrebbero combattere l’eutrofizzazione delle acque di superficie, un fenomeno causato dall’eccesso di nutrienti nelle acque che porta alla proliferazione delle alghe, dannose per la flora acquatica e per l’ecosistema.

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