ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

ADR / Domande frequenti | Timevision scarl

Che differenza c’è tra “Prenotazione AdR” e “Richiesta AdR”?

La prenotazione dell’assegno è il primo step nel processo di richiesta e deve essere compiuto dalla persona entro
30 giorni dalla data in cui viene sottoscritto l’Accordo di Ricollocazione da parte dell’azienda.
Successivamente ANPAL vaglia la domanda di prenotazione, verificando che la persona possegga effettivamente
tutti i requisiti richiesti (che sia percettore di CIGS, che sia dipendente dell’azienda che ha sottoscritto l’Accordo
di Ricollocazione. La prenotazione viene quindi, di conseguenza, accolta o respinta.
La richiesta è il secondo step e va perfezionata entro 30 giorni dall’accoglimento della prenotazione, completando,
tramite accesso all’area riservata del sistema informativo, la scheda del profiling e scegliendo il soggetto
erogatore/sede operativa da cui la persona intende ricevere il servizio di assistenza intensiva.

Quanto dura il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione previsto dall’AdR CIGS e da quale data decorre?

Il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione ha una durata corrispondente a quella del trattamento di CIGS e comunque non è inferiore a 6 mesi (180 giorni solari). Il sistema informativo calcola questo periodo a partire dal primo appuntamento svolto.
Il servizio di assistenza intensiva è prorogabile fino a ulteriori 12 mesi, previo accordo tra la persona destinataria e il soggetto erogatore.

Cosa succede se il regime di CIGS viene sospeso e viene temporaneamente ripristinato il normale orario di lavoro?

In tale ipotesi, le attività del PRI devono essere rimodulate e/o ripianificate per essere compatibili con l’effettivo
orario di lavoro. Il servizio di assistenza intensiva non si sospende e non viene modificata la durata originariamente
prevista per l’AdR CIGS.

Cosa succede se la persona destinataria di AdR CIGS accetta un’offerta di lavoro di durata inferiore a 6 mesi?

L’attivazione di un contratto di lavoro di durata inferiore a 6 mesi (180 giorni solari) comporta la sospensione del
servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione per una durata pari a quella del rapporto di lavoro.
Il servizio riprende una volta cessato tale rapporto e comunque entro il termine di 6 mesi. Se la durata del rapporto
di lavoro è prorogata fino a raggiungere o superare il termine di 6 mesi, il servizio di assistenza si chiude
definitivamente al termine dei 6 mesi.
La conservazione del rapporto di lavoro in regime di CIGS e la contemporanea attivazione di un nuovo rapporto
di lavoro a tempo determinato – di durata inferiore a 6 mesi – è possibile se vi è compatibilità in termini di orario
di lavoro e comunque nel rispetto del limite massimo orario previsto per legge.
È, inoltre, possibile la cumulabilità del trattamento di CIGS con i redditi derivanti da lavoro dipendente nei limiti
definiti dalla Circolare INPS n. 130/2010.
Si precisa che con la dicitura 6 mesi si intendono sempre 180 giorni solari.

Quali sono le condizioni che determinano la fruibilità degli incentivi previsti dalla normativa in materia di AdR CIGS?

I benefici di cui all’art. 24-bis del D. Lgs. n. 148/2015 sono fruibili se si verificano tutte le seguenti condizioni:
– la persona destinataria di AdR CIGS accetti, nel periodo in cui usufruisce del servizio di assistenza
intensiva alla ricollocazione, un’offerta di lavoro con altro datore di lavoro;
– il “nuovo” datore di lavoro non presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del
“vecchio” datore;
– il rapporto di lavoro in regime di CIGS sia cessato.

I destinatari dell’AdR CIGS hanno l’obbligo di accettare un’offerta di lavoro congrua?

Secondo quanto previsto espressamente dall’art.24-bis del D. Lgs.148/2015, ai lavoratori ammessi anticipatamente
all’assegno di ricollocazione a seguito di Accordo di Ricollocazione (AdR CIGS) non si applica l’obbligo di
accettazione di un’offerta di lavoro congrua. L’offerta di lavoro potrà essere pertanto liberamente rifiutata senza
che ciò comporti conseguenze in relazione all’integrazione salariale percepita e al servizio di assistenza intensiva.
Tale obbligo può sorgere solo se, e dal momento in cui, il destinatario di AdR CIGS acquisisca lo stato di
disoccupazione e diventi percettore di NASpI. In una simile ipotesi, infatti, si applicano i meccanismi di
condizionalità previsti – dall’art. 21 del D. Lgs. 150/2015 – per i beneficiari di strumenti di sostegno al reddito.

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