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Dal distanziamento fisico alla sicurezza: saranno questi i cardini che scandiranno la cosiddetta “fase 2” dell’emergenza causata dalla diffusione del Covid-19.

Quali saranno le misure di sicurezza adottate nella “fase 2”?

Così come annunciato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il 4 maggio 2020 dovrebbe essere avviata una graduale ripresa di tutte le attività lavorative non essenziali. Si iniziano, quindi, a delineare i protocolli di sicurezza necessari per garantire la ripresa economica delle imprese rispettando, contemporaneamente, tutti i protocolli di sicurezza per scongiurare una nuova epidemia.

Come sarà la vita in ufficio?

Il ritorno alla normalità sarà caratterizzato da un’estrema prudenza e l’obiettivo primario sarà rappresentato, ancora una volta, dal distanziamento sociale e fisico. Lo smart working continuerà ad essere una modalità di lavoro in grado di evitare il sovraffollamento dei trasporti pubblici, per raggiungere il luogo di lavoro, e per scongiurare ogni tipo di assembramento anche negli ambienti professionali.

Oltre al distanziamento fisico e al lavoro agile, anche la pulizia frequente degli ambienti e delle superfici rappresenterà un’altra pratica necessaria  da rispettare per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Quali saranno le misure di sicurezza previste?

Seguendo le indicazioni del Ministero della Salute, è stato stilato un “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 14 marzo 2020 da Governo, sindacati e imprese, per poter garantire lo svolgimento delle attività professionali e produttive e agevolare l’adozione di protocolli di sicurezza che garantiscano il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.  

Tra le linee guida indicate, si ribadisce l’importanza di alcuni aspetti che hanno già caratterizzato la prima fase della pandemia, come la modalità di lavoro agile, ancora necessaria per le attività che possono essere svolte a distanza, gli ammortizzatori sociali previsti, incentivando ferie e congedi retribuiti per i propri dipendenti, ma anche una frequente sanificazione dei luoghi di lavoro, per arginare ulteriori contagi, e gli assembramenti negli spazi di lavoro condivisi, da evitare e monitorare.  

Ulteriori disposizioni (salvo eventuali integrazioni) riguardano diversi aspetti:

  • l’informazione diventa uno degli strumenti principali che l’azienda deve adottare per comunicare efficacemente le disposizioni di sicurezza delle Autorità a tutti i lavoratori, attraverso l’affissione e la divulgazione di materiale utile e informativo
  • le modalità di ingresso in azienda saranno gestite per evitare assembramenti nei luoghi di lavoro, monitorando e gestendo anche i dipendenti in entrata e uscita nelle sedi
  • l’accesso dei fornitori esterni sarà definito individuando procedure di ingresso, transito e uscita prestabilite, per ridurre le occasioni di contatto con il personale coinvolto nelle attività produttive
  • la pulizia e la sanificazione avverranno in modo regolare per rendere ancora più sicuro gli ambienti di lavoro, le postazioni e le aree comuni
  • le precauzioni igieniche personali continueranno ad essere fondamentali, attraverso un lavaggio frequente delle mani
  • l’uso dei dispositivi di protezione individuale e di tutte le misure precauzionali dovranno essere stabiliti in base alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità
  • la gestione degli spazi comuni come le mense, gli spogliatoi e tutte le aree condivise dovrà escludere ogni occasione di assembramento, rispettando le distanze di sicurezza tra i dipendenti e la sanificazione degli ambienti
  • l’organizzazione aziendale che riguarda una molteplicità di attività come le turnazioni dei dipendenti, gli spostamenti interni, le riunioni e la collaborazione in smart working, dovrà essere rimodulata per poter assicurare il rispetto delle misure di sicurezza, anche gestendo gli orari di entrata e uscita per poter evitare ogni occasione di contatto tra i dipendenti
  • la gestione di una persona sintomatica in azienda dovrà seguire le procedure di segnalazione alle autorità competenti e all’isolamento previsto per ogni caso sospetto all’interno della propria azienda
  • la sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS assume un ruolo sempre più importante, per intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, ma anche la formazione del personale dipendente diventa una misura di sicurezza per arginare la diffusione del virus, grazie alla collaborazione con il datore di lavoro e le RLS/RLST)
  • l’aggiornamento del protocollo di regolamentazione (attraverso la costituzione di un Comitato per il rispetto delle regole previste dal protocollo di sicurezza).

 Il tuo team è pronto per il lavoro dopo la quarantena?  

Oltre al lavoro agile e al distanziamento sociale, quindi, a fare la differenza nella fase di ripresa delle attività professionali sarà la corretta informazione e formazione dei propri dipendenti, per poter assicurare il rispetto di tutte le misure ideate e rendere nuovamente competitiva la propria impresa.

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