Davide Carretta sottolinea come oggi il ruolo delle risorse umane sia diventato molto più articolato e strategico rispetto al passato.
Non si tratta più soltanto di reclutare nuovi dipendenti o gestire le pratiche amministrative: l’HR ha il compito cruciale di costruire ambienti di lavoro sani, inclusivi e stimolanti, dove ogni persona possa sentirsi valorizzata, ascoltata e supportata.
In questo senso, Carretta evidenzia come la cura del benessere mentale e psicologico dei dipendenti stia diventando una priorità crescente per molte organizzazioni, specialmente in un contesto lavorativo in continua evoluzione, dove stress, burnout e isolamento rischiano di compromettere non solo la produttività, ma anche la salute delle persone.
Tuttavia, osserva anche come spesso, soprattutto nelle realtà aziendali di piccole e medie dimensioni, manchino gli strumenti, le risorse economiche o il tempo per strutturare interventi efficaci e continuativi in quest’area. La conseguenza è che, nonostante la consapevolezza dell’importanza del tema, molte aziende faticano a passare dalla teoria alla pratica.
Per rispondere a questa sfida, secondo Carretta è fondamentale ripensare il ruolo dell’ufficio HR, dotandolo di competenze specifiche e strumenti adeguati per agire in modo proattivo e non solo reattivo.
Una funzione HR ben strutturata, proporzionata alla dimensione e alle necessità dell’azienda, può fare la differenza nel creare una cultura organizzativa centrata sul benessere delle persone, contribuendo a migliorare la retention, la motivazione e la performance complessiva del team.
