Ministero Lavoro: nuova stima sui contratti di produttività - Dettagli e approfondimenti

Nuovi dati forniti dal report del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, basato sulla procedura di deposito telematico dei contratti aziendali. Il numero totale di contratti che prevedono premi di produttività ha superato le 12mila unità nella prima metà di aprile.

Ministero del Lavoro: ecco i numeri

La conferma della detassazione sui premi corrisposti, prevista dalla Legge di Bilancio per il 2025 agisce da forte incentivo per l’adozione di questi strumenti. Il report sui depositi dei contratti registra un aumento del 13,7% da inizio gennaio al 15 aprile 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo incremento si innesta su una crescita già robusta registrata l’anno precedente, quando l’aumento rispetto al 2023 era stato di quasi il 20%.

Analizzando le tipologie contrattuali, la maggior parte dei contratti attivi è di natura aziendale, rappresentando 9.821 accordi. Tuttavia, è la componente dei contratti territoriali a far registrare la crescita maggiore. Tra metà aprile 2024 e lo stesso periodo del 2025, i contratti territoriali sono aumentati del 19,9%, passando da 1.878 a 2.252 unità.

A beneficiare di questi premi sono un numero considerevole di lavoratori: 3.239.236 dipendenti ricevono importi aggiuntivi legati al raggiungimento di specifici obiettivi. L’importo medio annuo percepito da questi lavoratori è di 1.581,51 euro.

I contratti attivi

I contratti attivi si pongono diverse finalità. Le più comuni sono gli obiettivi di produttività, indicati in 9.850 accordi, seguiti da quelli di redditività (7.803 contratti) e qualità (6.186 contratti). Molti contratti prevedono anche misure di welfare aziendale (7.399) o un piano di partecipazione dei lavoratori (1.255).

La diffusione di questi strumenti è piuttosto stabile in termini di dimensione aziendale. La metà dei contratti riguarda imprese con meno di 50 dipendenti. La quota restante si divide tra aziende con almeno 100 dipendenti (35%) e quelle di fascia intermedia con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 99 (15%).

Uno degli aspetti cruciali che ha favorito la diffusione dei premi di produttività è il regime fiscale agevolato. I premi corrisposti ai lavoratori sono soggetti a un’imposta sostitutiva con un’aliquota del 5%.

Questa riduzione fiscale si applica specificamente ai lavoratori dipendenti del settore privato. Sono inclusi sia i titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato che indeterminato. Esiste tuttavia un requisito reddituale: il lavoratore deve aver avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro nell’anno precedente a quello di corresponsione del premio. L’agevolazione si applica fino a un massimo di 3mila euro lordi di premio. Questo tetto massimo detassabile può essere incrementato a 4mila euro nelle imprese che coinvolgono i lavoratori in modo paritetico nell’organizzazione del lavoro.

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