Decreto Coesione: la misura”Resto al Sud 2.0″ - Dettagli e approfondimenti

Il nuovo Decreto Coesione, entrato in vigore il 7 maggio 2024, introduce una misura innovativa denominata “Resto al Sud 2.0” con l’obiettivo di promuovere la creazione di nuove attività imprenditoriali nei territori del Mezzogiorno. Vediamo il tutto nel dettaglio.

Decreto Coesione, “Resto al Sud 2.0”: chi può beneficiarne

La misura “Resto al Sud 2.0” del nuovo Decreto Coesione è rivolta principalmente ai giovani under 35 che si trovano in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale o discriminazione. Il tutto è definito dal Piano nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027.  Sono inclusi anche gli inoccupati, inattivi e disoccupati, nonché i beneficiari del programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL). Questi destinatari potranno avviare le proprie attività sia in forma individuale, tramite l’apertura di una partita IVA, sia in forma collettiva, costituendo società di vario tipo, dalle società a responsabilità limitata alle cooperative.

I finanziamenti ammissibili

Il Decreto Coesione prevede diverse forme di supporto finanziario per le nuove iniziative. La misura “Resto al Sud 2.0” prevede servizi di formazione e accompagnamento alla progettazione preliminare e tutoraggio per incrementare le competenze e sostegno all’investimento. Quest’ultimo consiste nella concessione di incentivi per l’avvio delle attività, sotto forma di voucher di avvio o contributi a fondo perduto.

Nello specifico, per le attività localizzate nel Mezzogiorno è previsto un voucher di avvio fino a 40.000 euro, che può arrivare a 50.000 euro per l’acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali. Per programmi di spesa di valore non superiore a 120.000 euro, è disponibile un contributo a fondo perduto fino al 75%, mentre per spese comprese tra 120.000 e 200.000 euro, il margine di investimento può coprire fino al 70%.

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