Governo-Ebnt: Protocollo di Lavoro per inserimento rifugiati nel - Dettagli e approfondimenti

Il Governo italiano e le parti sociali del settore del Turismo hanno siglato un protocollo d’intesa triennale mirato alla formazione e all’inserimento di rifugiati e altri migranti vulnerabili. Accordo tra Esecutivo ed Ente Bilaterale Nazionale del Turismo (Ebnt). Vediamo i dettagli.

Governo-Ebnt: Protocollo d’intesa per inserimento migranti nel settore turistico

Questo protocollo persegue un duplice obiettivo. Da un lato, intende accompagnare all’autonomia le persone presenti nel sistema di accoglienza, fornendo loro gli strumenti e le opportunità per costruire un futuro indipendente. Dall’altro, risponde in modo proattivo al crescente fabbisogno di manodopera espresso dalle imprese del settore turistico, che da tempo segnalano la difficoltà nel reperire personale qualificato.

L’Ebnt, che rappresenta un’ampia coalizione di associazioni datoriali e sindacali del settore svolge un ruolo cruciale come ponte tra le istituzioni e il mondo del lavoro. Saranno proprio queste entità a individuare i beneficiari dell’intesa: titolari di protezione internazionale o temporanea e altre categorie di cittadini stranieri in condizione di vulnerabilità, purché in possesso di permessi di soggiorno che consentano l’attività lavorativa.

L’obiettivo dell’accordo

Una volta identificati i beneficiari, la rete territoriale dell’Ebnt si attiverà per offrire un percorso strutturato e completo. Questo include percorsi formativi dedicati, progettati per fornire le competenze specifiche richieste dal settore turistico. Oltre alla formazione, verranno messe in atto altre misure di politica attiva del lavoro e promosse esperienze pratiche nelle aziende associate.

L’obiettivo finale di questo percorso integrato è chiaro: garantire un successivo inserimento lavorativo stabile e significativo per quanti completeranno il programma. Questo approccio pratico e orientato al risultato è fondamentale per garantire che l’integrazione non sia solo un’idea, ma una realtà tangibile.

Sfruttare appieno il potenziale migranti e rifugiati non significa solo aiutarle a ricostruire la propria vita, ma anche rispondere a esigenze reali del mercato del lavoro, come il calo demografico, la carenza di manodopera in alcuni settori e il bisogno di nuove competenze.

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