L’impatto dell’industria agroalimentare sul PIL italiano - Dettagli e approfondimenti
L’agroalimentare italiano sta vivendo un periodo di espansione e innovazione significativi. Nel 2023, il settore ha registrato un incremento del fatturato.
Agroalimentare: periodo di forte consolidamento
L’agroalimentare italiano sta vivendo un periodo di espansione e innovazione significativi. Nel 2023, il settore ha registrato un incremento del fatturato del 6,7% rispetto all’anno precedente. Questo dato, elaborato da un’analisi della Coldiretti sui dati Istat, è stato fortemente influenzato dal boom dell’export, che ha raggiunto il valore record di 64,4 miliardi di euro, con un aumento del 6%.
Per comprendere meglio i punti di forza che alimentano questa crescita e resilienza, è utile analizzare alcune caratteristiche fondamentali del comparto agroalimentare italiano. Secondo il settimo Censimento generale dell’Agricoltura dell’Istat, il cuore della filiera è costituito da oltre un milione e 133mila aziende agricole. Queste occupano una superficie agricola utilizzata di 12,4 milioni di ettari. Nonostante la dimensione media delle aziende agricole italiane sia relativamente piccola (10,9 ettari per azienda, rispetto ai 17,4 ettari della media UE), il settore è dinamico e in continua evoluzione.
Agroalimentare: qualche dato
Nel 2022, il numero delle aziende agrituristiche ha raggiunto le 25.849 unità, con un incremento del 45,9% rispetto al 2007. Inoltre, sono aumentate le aziende guidate da laureati (dal 6,2% al 9,9%), quelle che vendono il 100% della produzione (dal 19,2% al 36,7%), le aziende informatizzate (dal 3,8% al 15,8%) e quelle con almeno un’attività connessa (dal 4,7% al 5,7%). Questo riflette una crescente propensione all’innovazione e all’uso della tecnologia, elementi sempre più richiesti nel settore.
La sostenibilità è diventata un ingrediente essenziale non solo nel consumo quotidiano ma anche nell’esperienza di viaggio e scoperta di nuove località. Questo aspetto favorisce lo sviluppo di comunità locali prospere, capaci di proteggere il proprio patrimonio agro-alimentare e le proprie tradizioni, diventando motori di crescita e diversificazione dei territori.
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L’agrifood si conferma quindi un settore chiave per la qualità del cibo e, di conseguenza, per la salute pubblica, i territori e le comunità. Le produzioni locali, in particolare, contrastano la tendenza allo spopolamento nelle aree rurali italiane, creando opportunità lavorative e di vita per i giovani.




















