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Neet: il 34,6% dei giovani tra i 25-29 anni non lavora

neet rapporto ocse 2021
Neet rischio occupazione

Neet : In Italia è aumentato il numero dei giovani che non studia e non lavora

I Neet italiani sono in sensibile aumento. Nell’ultimo anno il numero di giovani neet, tra i 25 e i 29 anni che non studia ne lavora è aumentato dal 31,7% durante la pandemia da Covid nel 2020, al 34,6% nel 2021. A mettere nero su bianco il dato è l’ultimo rapporto dell’Ocse ‘Education at a Glance 2022’.


Come anche in altri paesi nel periodo della pandemia è aumentata la quota dei Neet. E tra i giovani neet di età compresa tra i 25 e i 29 per la maggior parte sono donne. Per i giovani tra 20 e 24 anni, la quota era diminuita tra il 2019 e il 2020 dal 28,5% al 27,4%, ed è aumentata fino al 30,1% nel 2021.

I vantaggi di avere una giusta formazione nel mercato del lavoro

Una adeguata formazione, un giusto livello di istruzione e competenze sempre aggiornate risultano carte vincenti nel mercato del lavoro. Stando all’ultimo studio Ocse nel 2021 l’Italia ha registrato i tassi di occupazione più elevati tra gli individui in possesso di un titolo di studio terziario in ambito sanitario e sociale (89%) e quelli più bassi tra coloro che hanno intrapreso un percorso di studi in discipline
artistiche (69%). Tra i 25-64enni con titoli di livello terziario nel campo di studi con il tasso di occupazione più basso, la percentuale era inferiore di 1,5 punti percentuali rispetto a coloro che sono in possesso di un titolo di studio secondario superiore.

Il livello di istruzione influisce non solo sulle prospettive di occupazione, ma anche sui livelli salariali. I lavoratori tra i 25 e i 64 anni con un livello di istruzione secondaria superiore o post-secondaria non terziaria guadagnano il 29% in più rispetto ai lavoratori con istruzione più bassa.

Le misure occupazionali per i Neet
Risorse e progettualità è il binomio vincente affinchè i giovani fino a 34 anni possano ritornare ad essere protagonisti del mondo del lavoro. Formazione adeguata e percorsi precisi. Le risorse messe in campo dall’Europa danno la possibilità ad aziende e PMI di investire su una categoria, quella dei giovani, che rappresenta il volano di crescita per il rilancio dell’economia tutta.

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