ADI: come evitare la sospensione dell’assegno - Dettagli e approfondimenti
Il Ministero del Lavoro ha introdotto delle correzioni importanti per le procedure relative all’Assegno di Inclusione (ADI). L’intervento si è reso necessario a causa di ritardi nel trasferimento dei dati da parte dell’INPS. Il tutto ha influito sulle prime domande inviate dai richiedenti e sulla gestione degli appuntamenti con i servizi sociali dei Comuni.
ADI: istruzioni dell’INPS
L’INPS ha fornito istruzioni precise per evitare la sospensione dell’Assegno di Inclusione. Gli interessati possono monitorare la loro situazione attraverso il contatore dei 120 giorni, disponibile nell’area riservata della piattaforma SIISL. Inoltre, sul sito dell’INPS, nel servizio “Assegno di Inclusione (ADI)”, è possibile visualizzare lo stato di sospensione della domanda a partire dal mese successivo alla scadenza dei 120 giorni, con l’indicazione della causale: “Mancata presentazione per il primo appuntamento presso i servizi sociali”.
I beneficiari possono anche presentarsi spontaneamente ai servizi sociali senza attendere una convocazione formale, e i Comuni hanno il dovere di registrare gli incontri o i motivi giustificati di eventuali assenze nel sistema. Le registrazioni fatte entro il 20 di ogni mese verranno elaborate per il pagamento dello stesso mese, mentre quelle successive saranno incluse nei pagamenti del mese seguente, con il recupero degli eventuali arretrati.
Il ruolo dei servizi sociali
I servizi sociali hanno accesso agli elenchi dei nuclei familiari beneficiari tramite la piattaforma GEPI, con l’indicazione della decorrenza dei 120 giorni. È loro responsabilità convocare i nuclei in tempo utile per evitare la sospensione dell’erogazione del beneficio o per riattivarlo in caso di sospensione. Se un componente del nucleo familiare si presenta spontaneamente, l’incontro viene registrato come “avvenuto”, e la sospensione del pagamento viene sbloccata.
Dunque, queste nuove indicazioni del Ministero del Lavoro mirano a garantire una corretta gestione delle domande e a prevenire ritardi e disguidi che potrebbero compromettere l’erogazione dell’ADI, un sostegno fondamentale per molte famiglie italiane.




















