Fondo Nuove Competenze 2021: perché investire in formazione
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La prima annualità del Fondo Nuove Competenze 2021 ha portato alla luce un fattore determinante per il futuro delle aziende e del lavoro: la centralità della formazione.

Gli strumenti di up-skilling e re-skilling avviati attraverso la misura hanno avuto un doppio effetto:

  • di tutelare i posti di lavoro con il potenziamento delle competenze dei lavoratori coinvolti, che hanno migliorato il rendimento nel proprio posto di lavoro
  • e anche di favorire la transizione lavorativa delle persone formate

La formazione è lo strumento per tutelare il proprio lavoro

C’è anche un altro fattore emerso con l’avvio del Fondo Nuove Competenze 2021, ossia la centralità dell’aggiornamento costante delle proprie competenze anche per mantenere il proprio posto di lavoro.

Una recente indagine condotta da alcuni studi di settore dimostra che, da qui al 2030, soltanto il 36% delle professioni aumenterà il numero delle persone che le svolgeranno. Mentre nel 44% dei casi la situazione sarà opposta: quasi un lavoro su due, insomma, nei prossimi anni perderà persone in grado di svolgerlo.

Per quale motivo? Sono tre le principali cause:

  • il cambiamento del lavoro stesso, con determinate professioni che scompariranno
  • la progressiva automazione del lavoro
  • la carenza di competenze costantemente aggiornate

Il Fondo Nuove Competenze come strumento contro il talent shortage

La nuova finestra temporale del Fondo Nuove Competenze 2021 sta per riaprirsi, anche con una dotazione finanziaria di tutto rispetto: circa 1,5 i miliardi di euro di fondi europei del programma Re-Act Eu, che serviranno – si spera – a superare uno dei ritardi dell’Italia. 

Si chiama talent shortage, e, tradotto in italiano, vuol dire “carenza di talenti”. L’Italia, in questa singolare classifica, si pone al terzo posto a livello mondiale.

Hanno più problemi di mancanza di talenti:

  • Stati Uniti d’America
  • Messico

Nel nostro Paese, la percentuale di aziende che lamentano il difetto di competenze è pari al 47%. La percentuale sale vertiginosamente, poi, se si tratta dei grandi gruppi industriali o delle grandi aziende, arrivando a superare l’80%.

La parola d’ordine, dunque, per il lavoro del presente e del futuro è proprio quella delle competenze. 

Fondo Nuove Competenze 2021: il bilancio

L’ultimo bilancio dell’Anpal ha aggiornato le cifre di riferimento della misura.

In 5 mesi dall’inizio della misura, sono 2.751 le aziende in tutta Italia che hanno aderito al Fondo Nuove Competenze, con oltre 243mila lavoratori in formazione.

La formazione? Non solo per le aziende in crisi

I percorsi di formazione e di riorganizzazione aziendale non riguardano soltanto le aziende in crisi, anzi. Tutte le aziende di tutti i settori possono accedere al Fondo nuove competenze, a patto che si stringa un accordo sindacale interno con almeno un sindacato rappresentativo sul territorio di appartenenza dell’azienda stessa.

C’è poi il capitolo specifico per le aziende in crisi: il Fondo nuove competenze non è una misura che si può utilizzare in caso di ammortizzatori sociali o contratti di solidarietà. Le aziende che vivono un periodo di crisi possono, però, accedere alla misura se c’è necessità di ricollocare i propri dipendenti.

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