Contratto di espansione: proroga al 2025? - Dettagli e approfondimenti

Arriva un’altra novità pe le aziende dal decreto lavoro in corso di conversione, e cioè la possibilità concreta di una proroga dei contratti di espansione al 2025. Questo vuol dire che tutte le aziende interessate avrebbero a disposizione anche il biennio 2023-2024 per avviare, in caso di necessità, questa forma di contratto.

La bozza del decreto lavoro, tra le altre cose, conferma anche l’abbassamento delle dimensioni delle aziende che possono accedere alla misura, e cioè da un minimo di 50 unità. Vediamo i dettagli e le novità.

Le novità del decreto lavoro

Oltre alla proroga pluriennale della misura, il decreto lavoro prevede anche delle specifiche misure per le grandi aziende che hanno già avviato la procedura del contratto di espansione, senza però portarla a termine.

Il decreto consente ai gruppi di imprese con più di 1.000 dipendenti che hanno stipulato, entro il 31 dicembre 2022, contratti di espansione non ancora conclusi, di completare i piani di turn over avviati con un accordo integrativo in sede ministeriale entro il 31 dicembre 2023.

Cosa è il contratto di espansione

Uno degli elementi di base dei contratti di espansione resta il piano di assunzioni necessario a compensare l’accompagnamento alla pensione, che è uno dei pilastri della visione d’azienda alla base del concetto di contratto di espansione.

Un altro elemento centrale dei contratti di espansione è il percorso di formazione che i neo assunti e i lavoratori già in servizio e non coinvolti nell’esodo devono affrontare.

Si tratta di percorsi di formazione certificati con l’obiettivo di potenziare le competenze interne dei dipendenti. Ma qui si pone un’altra scelta davanti agli imprenditori.

La misura, introdotta nel 2019 nel decreto Crescita altro non è che uno strumento per la riorganizzazione delle aziende in chiave tecnologica su determinate leve:

  • scivolo pensionistico fino a 5 anni per i lavoratori che accettano la proposta
  • riorganizzazione dell’orario di lavoro
  • un piano parallelo di assunzioni di risorse giovani e specializzate con competenze adeguate
  • un progetto di formazione interna del personale per l’aggiornamento delle skills, soprattutto digitali

I fondi a disposizione delle aziende

Già la vecchia programmazione governativa aveva individuato 800 milioni di euro da destinare ai contratti di espansione.

 fondi serviranno a rendere applicabili e sostenibili per le aziende le seguenti misure:

  • scivolo pensionistico (che sia di anzianità o anagrafica) per il personale a non più di 60 mesi dalla pensione
  • riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti attraverso l’utilizzo di una cassa integrazione straordinaria della durata massima di 18 mesi non necessariamente continuativi
  • parallela riduzione oraria degli altri lavoratori
  • nuove assunzioni, il cui rapporto con i prepensionamenti deve essere oggetto di uno specifico accordo aziendale.
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