Competenze e politiche attive: cosa fare? - Dettagli e approfondimenti
Il binomio competenze e politiche attive sta registrando, negli ultimi anni, molti segnali di miglioramento operativo. Molte le misure attivate che stanno dando i loro primi risultati, molte la azioni che possono ancora essere messe in campo. A dirlo, in un’intervista al Sole 24 Ore, Massimo Temussi, presidente Anpal Servizi.
Competenze e politiche attive: bilancio degli ultimi anni
Prima di approfondire tutti i possibili scenari di miglioramento delle misure per sostenere il binomio competenze e politiche attive, occorre analizzare quanto è stato già fatto. Dall’agenzia nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, che tra un po’ cambierà nome per diventare “Sviluppo Lavoro Italia”.
Il primo banco di prova, come ha detto Temussi, è stato il Programma GOL. Il presidente Anpal servizi non ha nascosto le difficoltà di avvio della misura. Ad oggi, il programma GOL ha:
- raggiunto 1 milione di disoccupati
- attivato corsi di formazione, con percentuali differenti a seconda delle Regioni.
Il futuro delle misure per competenze e politiche attive
Analizzato il presente delle misure in atto per il binomio competenze e politiche attive, resta da analizzarne le prospettive future. Soprattutto del programma GOL. Entro il 2025, gli obiettivi della misura prevedono:
- un investimento di 5 miliardi di euro
- il coinvolgimento di 3 milioni di persone
- l’attivazione di 800.000 corsi di formazione
- di cui 300.000 per le competenze digitali
Ma, come detto da Temussi, ci saranno delle modifiche sostanziali nei prossimi mesi, che riguardano principalmente un maggiore coinvolgimento delle aziende. In che termini?
Il progetto, nelle parole di Temussi, sarà Lavoro-Formazione. Il 60% delle aziende del territorio nazionale è alla ricerca di competenze digitali di vario livello, e solo con un collegamento stretto tra formazione specifica e accompagnamento al lavoro questa richiesta potrà essere soddisfatta.
Per Temussi, solo potenziando il binomio competenze e politiche attive si può:
- programmare una crescita mirata del sistema produttivo nazionale
- allineare lo sviluppo alle direttive europee
- creare occupazione di valore e duratura nel tempo




















